Difficoltà:
Intermedio
Italia
Il documentario segue la giornalista Annalena Benini in un viaggio attraverso l’Italia alla scoperta degli scrittori nei luoghi che li hanno formati. La prima tappa è Napoli, raccontata attraverso Valeria Parrella: una città intensa e complessa, dove paesaggio, memoria e vita quotidiana si intrecciano con la letteratura e l’identità degli autori.
Difficoltà:
Intermedio
Italia
Valeria Parrella racconta il legame profondo e complesso con Napoli, città che diventa lingua, identità e memoria. Attraverso Almarina emerge una Napoli “meravigliosa e terribile”, ma anche luogo di libertà, crescita e speranza.
Difficoltà:
Intermedio
Italia
La scrittrice Valeria Parrella racconta il legame tra il suo romanzo Almarina e i luoghi di Napoli, tra Nisida e Bagnoli. Ne emerge il ritratto di una città intensa e contraddittoria, segnata dalla memoria operaia, dal mare e dalla realtà del carcere minorile.
Difficoltà:
Intermedio
Italia
Valeria Parrella racconta il suo legame intenso e contraddittorio con Napoli e con il quartiere in cui vive. Al centro del racconto c’è la scuola Donna Assunta, simbolo di educazione, inclusione e riscatto sociale, in una città vissuta come territorio dell’anima e inesauribile fonte di ispirazione letteraria.
Difficoltà:
Intermedio
Italia
Valeria Parrella racconta il suo rapporto con Napoli e il suo modo di scriverne, basato sull’osservazione diretta e sull’ascolto delle persone, lontano dagli stereotipi. La sua scrittura nasce da un punto di vista “intermedio”, vicino alla realtà quotidiana.
Difficoltà:
Intermedio
Italia
Valeria Parrella racconta come la luce e la speranza siano elementi centrali della sua scrittura, anche nelle storie più difficili. Il viaggio prosegue poi a Salerno, dove l'incontro con lo scrittore Diego De Silva offre uno sguardo sulla sua carriera e sui temi dei suoi romanzi, tra realtà sociale, ironia e relazioni umane.
Difficoltà:
Principiante
Italia Lucano
Serena si trova vicino a una spiaggia della sua città, Maratea, dove vive con i genitori, i suoi fratelli a la nonna e ci racconta qualcosa di se stessa.
Difficoltà:
Principiante avanzato
Italia Lucano
Serena vive in una casa molto bella e grande. Nella sua cucina c'è un gran frigorifero pieno di calamite, ma la sua zona preferita è di certo la veranda dalla quale, quando non piove, si vede il mare.
Difficoltà:
Intermedio
Italia
Cosa vuol dire sentirsi europei? La varietà delle lingue può essere un ostacolo alla reale unificazione? Umberto Eco risponde a queste domande e ci offre un interessante punto di vista.
Difficoltà:
Intermedio
Italia
Il documentario sulla vita di Vittorio De Sica, attore e regista italiano, è narrato da Marco Paolini. Durante l'occupazione nazista dell'Italia, Vittorio De Sica si trovava a Roma per girare un film quando viene portato da una pattuglia al comando tedesco.
Difficoltà:
Intermedio
Italia
Vittorio De Sica ha fatto molti tipi di cinema, sia come attore che come regista, e ogni volta ha fatto centro. Tuttavia, la critica eleogiava solo le sue commedie e non apprezzava film più impegnati. Durante le riprese, Vittorio De Sica era il migliore a dirigere gli attori, con i quali rideva, ballava, piangeva e cantava.
Difficoltà:
Intermedio
Italia
L'industria cinematografica viene messa a dura prova a causa dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale. A San Lorenzo, Maria sta girando un film, quando iniziano a cadere delle bombe e tutti corrono via in cerca di riparo. Vittorio De Sica vede le bombe cadere su San Lorenze e istintivamente corre in quella direzione.
Difficoltà:
Intermedio
Italia
La porta del cielo fu il film che permise a De Sica di rimanere a Roma anziché recarsi a Venezia per girare film di propaganda che avrebbero dovuto rinvigorire il regime fascista di Salò. Questo film, che aveva tra gli interpreti María Mercader e Zavattini alla sceneggiatura, è il racconto dei fedeli che prendono il treno bianco per raggiungere il Santuario di Loreto, dove sperano di ricevere un miracolo.
Difficoltà:
Intermedio
Italia
De Sica trova il modo di aiutare le persone bisognose a non essere trasferite a Venezia, aiutandole allo stesso tempo a garantirsi qualcosa da mangiare ogni giorno. Con la polizia fascista sempre alle calcagna e l'obbligo del coprifuoco, per la troupe cinematografica non è facile portare avanti le riprese del film.
Difficoltà:
Intermedio
Italia
Le ultime scene del film La porta del Cielo vengono girate all'interno della Basilica di San Paolo fuori le mura. Proprio lì fu girata l’ambientazione della chiesa di Loreto. Ma trattandosi di una chiesa, la troupe cinematografica era costretta a seguire delle regole severissime e i frati avevano il compito di sorvegliare le riprese, ma spesso, poi, veniva scambiati per comparse.
Sei sicuro di voler cancellare questo commento? Non sarà possibile recuperarlo.